martedì, 14 ottobre 2008

Georg Baselitz. La Grande Notte in Bianco

Gagosian Gallery

 

Roma, fino all'8 novembre

 

L'antipittura spinta sino alla follia è -nell'espressionismo di Georg Baselitz - la prima difficoltà che ha lo spettatore nel porsi di fronte alla pessima rappresentazione pittorica di un uomo che si masturba un grande pene colto nel momento che schizza l'eiaculazione, dipinta con pennellate approssimative, con macchie e deformità, dovute ad una pennellata stentata, pestata, torturata e indecisa. Un grande pene in un grande quadro mal dipinto, per il disgusto che crea, esclude la possibilità di una lunga sosta innanzi a tale schifoso spettacolo. Non il gusto dell'orrido, peraltro, ma il totale respingimento da ciò che si vede, il rifiuto totale è il messaggio profetico di un artista che si dichiara contro l'arte: argomento ricorrente in tutti i suoi temi trattati nel corso della sua ormai lunghissima carriera , vissuta nella radicalità più assoluta, che culminò a cavallo tra gli anni '50 '60.

Dopo il grande successo della mostra alla Royal Academy of Arts di Londra e di quella retrospettiva del MADRE di Napoli curata da Norman Rosenthal , una serie di masturbazioni sono le sequenze, dipinte su grandi quadri di uguali dimensioni, che formano la serie Remix, appositamente eseguita per questa mostra alla Gagosian Gallery di Roma (accompagnata da un catalogo con saggio introduttivo di Achille Bonito Oliva). Si vuole ricordare Die große Nacht im Eimer , che, nel lontano 1963, quando doveva essere esposto a Berlino, fu sequestrato dalla polizia per lo scalpore suscitato da un osceno focomelico rappresentato nell'atto masturbatorio. Una pittura, un’ arte, una poetica che creano la repulsa sono la dirompente carica di Georg Baselitz, che voleva abbattere le ultime resistenze dell'arte tradizionale ancora in piedi ai suoi tempi, rifacendosi non solo all'universo culturale che andava da Kandinsky e

Fuggito dal realismo socialista di stampo sovietico imposto nella Germania Orientale, Baselitz finì per abbracciare quella sorta di deriva mentale, che era poi il naufragio dell’arte occidentale, fomentato dai sinistresi e sinistri satrapi del sistema culturale di quei tempi, e concorse a perpetrare quella sorta di tradimento intellettuale, caro all’intellighenzia europea, che esaltava l'arte in funzione antiborghese e anticapitalista, fino alla drammaticità più crudele, raggiungendo un inverosimile parossismo "anticonformista". Questo tradimento, sia detto per inciso, ha il suo contraltare letterario nella grande voga del teatro di Brecht proprio negli ambienti più sofisticati e altoborghesi del dopoguerra europeo e italiano. Ma in Georg Baselitz è peculiare una sorta di provocatorio politically incorrect, atto a scompaginare ogni cosa, come i suoi audaci quadri capovolti, per attuare la distruzione, l'annientamento, la morte, la fine dell'arte. Concezione del nulla dell’arte, ovvero nichilismo artistico, che permette ampio spazio di gioco e che fa della radicalità l'essenza di ogni stravolgimento formale. In Germania, insieme a Jörg Immendorff , Markus Lüpertz , Anselm Kiefer, ciò rappresenta un fenomeno generazionale di pittori ad alto contenuto di pensiero che non hanno paragone in altre parti del mondo, aggiungendovi, se vogliamo, l' "antipittura" delle istallazioni di Joseph Beuys.

Una crudeltà che oggi, nelle opere esposte alla Gagosian, vediamo in Baselitz come assopita con l’uso di un fondo bianco anziché scuro e di colori solari, espressi liberamente da gesti sciolti e piacevoli, anche se sempre eseguiti con la sua caratteristica "maniera", deprecabile e dissonante.

Una lontananza dal passato viene poi evocata da un teschio che appare in una delle sue opere. Il teschio e’ un elemento nuovo, che probabilmente allude alla tradizione iconografica del memento mori nella pittura di storia. E’ evidente l’impulso di Baselitz a migliorare, chiarire e aggiornare, ma la natura evocativa e sfuggevole dei Remix ha a che fare con le meditazioni di un artista maturo sulla guerra, il tempo, la partecipazione, il fallimento, le possibilita’. Forse è proprio l’emblema dell'autore stesso, che prende coscienza della potenzialità lirica che lo ha sempre accompagnato e con essa tenta di riconciliarsi in una dimensione mortuaria, il che autorizza l’ipotesi che egli, trovandosi in tarda età, debba fare i conti con la propria morte, imminente non meno di quella che aveva prefigurato per l'arte.

 


Giovanni Lauricella

 Biografia ed opere

Georg Baselitz é nato nel 1938 con il nome di Hans-Georg Kern a Deutschbaselitz in Sassonia. Nel 1961 Georg Baselitz pubblica con Eugen Schönebeck il primo manifesto "Pandämonium", seguito da un secondo nel 1962.
Nel 1963, in occasione della mostra alla galleria di Michael Werner e Benjamin Katz, vengono sequestrati per oscenità Der nackte Mann e il famoso Die große Nacht im Eimer.
Nel 1962 sposa Elke Kretzschmar.
Nel 1965 ottiene una borsa di studia a Villa Romana, a Firenze. Lo stesso anno dipinge Die große Freunde.
Nel 1966 Georg Baselitz si trasferisce a Osthofen, presso Worms. Dipinge il ciclo degli Eroi, seguito dagli Streifenbilder, in cui il soggetto appare scomposto in strisce, che vengono riprodotte sfasate tra loro. Nel 1969 appaiono i primi quadri "capovolti": teste, paesaggi, alberi, figure intere nude o vestite, aquile, vasi di fiori, individui a mezzo busto che bevono o mangiano arance, figure distese sulla spiaggia, ragazze in bicicletta.

Il suo lavoro e’ stato esposto ampiamente in mostre monografiche e collettive fin dagli anni ’60 ed e’ stato oggetto di una importante retrospettiva al Solomon R. Guggenheim Museum di New York nel 1995 (presentata anche al Los Angeles County Museum, l’Hirshorn Museum and Sculpture Garden di Washington e la Nationalgalerie di Berlino). Una retrospettiva del suo lavoro si e’ tenuta alla Royal Academy di Londra nel 2007. I Remix sono stati recentemente esposti alla Pinakothek der Moderne di Monaco, all’Albertina di Vienna ed al Museo MADRE di Napoli. Le sue opere sono presenti in diverse collezioni pubbliche tra cui il Museum Ludwig, Colonia; il Museum of Modern Art, New York; e la Tate Modern, Londra. Baselitz vive vicino Monaco in Germania ed ad Imperia.

Sue frasi celbri

Ciascun artista giunge sempre all’appuntamento con la convenzione. E se non ti adegui devi distruggerla. Che cosa non è stato ancora distrutto?".

George Baselitz spiegava sedici anni fa, in un’intervista a Eduardo Cicelyn.

 

"Quando sono arrivato alla decisione di capovolgere le immagini, cioè di dipingere alla rovescia, mi sono sentito sereno per la prima volta. Mi sono detto: adesso posso fare tutto." (George Baselitz, intervista rilasciata al quotidiano "Il Mattino", 12 marzo 1992)

postato da: metaculture alle ore 09:43 | Permalink | commenti (1)
Commenti
#1    15 Ottobre 2008 - 07:32
 
ho visitato una sua mostra. angoscia e, forse, un pizzico di reiterata intuizione di uno schema.
mc
utente anonimo

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categoria:arte